Come migliorare la classe energetica della propria casa

01/08/2020

Siete studi di pagare bollette salate per il consumo di luce e gas?
Volete fare la vostra parte e contribuire a tutelare l’ambiente?
Volete fare tutto questo senza tuttavia rinunciare alla comodità domestica?
Non è impossibile.
Anzi, la soluzione è molto semplice: migliorare la classe energetica della vostra casa.

Farlo è una scelta molto saggia perché comporta una serie di benefici. Vi permette di:

  • mantenere una casa calda durante l’inverno e un’ambiente fresco durante i mesi estivi
  • risparmiare sulle bollette senza sacrificare alcun tipo di comfort domestico
  • inquinare molto meno: riscaldare di meno la propria casa significa, di fatto, bruciare meno metano (o gasolio nei casi peggiori) e quindi immettere meno anidride carbonica nell’atmosfera

Migliorare la classe energetica vi permette anche di fare rivalutare la vostra casa. Infatti, se l’abitazione ha una buona classe energetica, acquista un maggiore valore sul mercato perché, detto in parole povere,  fa risparmiare chi ci vive.

Che cos’è la classe energetica? 

È un sistema di classificazione in lettere che misura quanto una casa sia efficiente per quanto riguarda i consumi di energia elettrica, acqua e combustibili per il riscaldamento e il rinfrescamento. Le classi energetiche sono 10 e vengono assegnate a un’abitazione da addetti qualificati. Ecco le classi energetiche:

  • classe A: è la classe migliore, le case che possiedono questa classe energetica sono interamente isolate termicamente e hanno fonti energetiche rinnovabili. All’interno della classe A ci sono quattro sottoclassi: A1. A2, A3 e A4
  • classe B: l’edificio ha un ottimo isolamento termico e una buona efficienza energetica. Inoltre sono presenti interventi di isolamento esterni con pannelli isolanti
  • classe C: la casa che rientra in questa classe è riscaldata da caldaie a condensazione ed è sottoposta a una minima dispersione termica
  • classe D: sono quegli edifici in cui la coibentazione è più efficiente e i muri più spessi
  • classe E: ci sono piccoli accorgimenti per il risparmio energetico come le cladaie a metano e alcune coibentazioni parziali
  • classi F e G: sono le classi peggiori. In genere gli edifici di classe G o F hanno costi energetici molto alti perché sono riscaldati da una vecchia caldaia a gasolio e sono isolati solo grazie a vecchi serramenti che permettono la massima dispersione del calore

L’origine della classificazione delle abitazioni in classi energetiche risale all’attuazione di una direttiva europea. Nello specifico, in Italia parliamo del decreto legislativo 192 del 2005. Questa legge è stata concepita per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici tramite uan ristrutturazione importante e per sensibilizzare i proprietari sull’importanza e la convenienza della riqualificazione energetica.

Dal 2009, il decreto ha reso obbligatoria la classificazione delle residenze in classi energetiche in modo tale che chi compra o affitta una casa è facilitato a sapere prima i consumi energetici prima dell’acquisto.

Proprio come si fa con le automobili. Il principio è lo stesso.

Come si migliora la classe energetica? Isolando la casa

Il consumo della casa dipende soprattutto da come è stata costruita e dalla qualità degli impianti.

È chiaro che se l’abitazione è ben isolata ci vorrà meno combustibile per riscaldarla nel periodo invernale e meno energia per rinfrescarla d’estate. Al contrario, se gli impianti sono vecchi e la struttura è poco isolata, ci sarà più dispersione del calore generato. Vale a dire che il rendimento sarà minore e i consumi alle stelle.

Se si vuole spiegare il concetto in modo brutale si potrebbe dire: casa non isolata = freddo d’inverno, caldo d’estate e bollette salate da pagare.

Per migliorare la classe energetica è inutile implementare gli impianti? Sì e no. Chiaramente la migliore forma di riscaldamento rimane quella a pavimento (antica architettura romana docet) perché è molto efficiente e, emanando aria calda dal basso, si ottiene un calore uniforme in ogni ambiente della casa. Con i classici termosifoni, lo sapete, non è proprio la stessa cosa.

Attenzione però: il punto è che, invece di migliorare il riscaldamento, è molto meglio avere pareti che trattengono il calore. La soluzione è quindi l’isolamento termico.

La dispersione maggiore avviene attraverso i muri esterni, cioè quelle superfici che confinano con l’esterno. Isolando tali superfici si provvede a raggiungere il comfort termico cioè quel microclima in cui non si ha né clado né freddo, un clima domestico perfettamente bilanciato.

La certificazione energetica (APE)

L’ideale è minimizzare la spesa ottenendo il massimo risultato. Per farlo, prima di passare all’azione, è importante sapere quali sono le priorità degli interventi da eseguire. A questo ci pensa l’APE, l’Attestato Prestazione Energetica.

Si tratta di un documento che indica il fabbisogno energetico della casa in base a come è strutturata. È un documento obbligatorio per gli immobili in vendita o in affitto ed è redatto da un tecnico autorizzato. L’APE contiene la classe energetica ma non solo. Se si dà un’occhiata alla sezione “interventi raccomandati“, si può trovare l’elenco degli interventi consigliati per una corretta riqualificazione energetica dell’edificio.

Piccoli accorgimenti per migliorare (di poco) la classe energetica 

Quelli elencati non sono dei veri e propri interventi che miglioreranno drasticamente la situazione. Sono solamente delle abitudini che vi possono aiutare a risparmiare sul consumo di luce, acqua e gas.

  1. spegnete la luce quando non siete in una stanza
  2. regolate il termostato della caldaia sui 20 °C durante il giorno e 15 °C durante la notte
  3. quando usate la lavatrice o la lavastoviglie tendete a usare i programmi eco che usano acqua non troppo calda
  4. applica dei frangigetto sui rubinetti di casa
  5. sostituite le lampadine a incandescenza con quelle a led