Isolamento acustico: perché conviene ridurre il rumore in casa

01/11/2020

Si parla soprattutto di inquinamento atmosferico ma quasi mai di quello acustico. Il rumore è la forma di inquinamento più sottovalutata ma che ha comunque un grande impatto sulla qualità della vita di moltissime persone. Se siete residenti in una zona trafficata, una soluzione a questo problema è l’isolamento acustico della vostra abitazione. L’isolamento permette di proteggersi dalle vibrazioni sonore che, nel lungo periodo, possono rivelarsi parecchio dannose per la nostra salute.

Il suono dei clacson, la musica dei pub, le grida per strada, il rombo dei motori, lo stridore del ferro sulle rotaie, le sgommate sull’asfalto, la campanella del tram…tutto questo universo sonoro è parte della vita quotidiana di chi vive immerso nel caos della città. È quindi necessario correrei ai ripari.

Inquinamento acustico: che cos’è e che danni comporta 

Il guaio dell’inquinamento acustico è che è impercettibile e insidioso. L’orecchio umano avverte anche le vibrazioni acustiche più basse ma noi non ce ne rendiamo conto immediatamente perché spesso siamo occupati in altre faccende e viene in nostro aiuto il cervello. Nella nostra testa, tutti noi siamo in grado di “silenziare” i rumori ambientali dirigendo la nostra attenzione uditiva verso quello che stiamo facendo.

Ma il rumore non è eliminato, è solo ignorato continuamente.

Se chiudiamo le porte e le finestre di un appartamento in centro città, potrebbe sembrare apparentemente silenzioso. Ma non è così. Anche tenendo le finestre chiuse, il rumore proveniente dall’esterno non si fermerebbe probabilmente a 40 – 45 decibel.
L’esposizione protratta nel tempo alle vibrazioni acustiche molto basse può procurare disturbi del sonno e malattie cardiovascolari. Molti studi scientifici hanno evidenziato che chi vive in zone rumorose della città, è più esposto sia a danni uditivi veri e propri, come ipoacusia da rumore o acufene, sia ai danni extrauditivi come infarti, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Ma il rumore, soprattutto se forte e improvviso o moderatamente basso ma costante nel tempo, è una fonte rilevante di stress. Di conseguenza, potrebbe essere la causa di variazioni della pressione sanguigna, della vasocostrizione e del ritmo cardiaco.

Per evitare ripercussioni serie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha imposto dei limiti di esposizione acustica che arriva alla soglia di 65 decibel nelle ore diurne e 55 decibel in quelle notturne. Naturalmente si tratta di limiti molto generosi che, di fatto, sono dettati dall’impossibilità di silenziare completamente una città.

La soluzione? Il silenzio dell’isolamento acustico 

Per difendersi dall’inquinamento acustico, diffuso oramai un po’ ovunque, è possibile isolare acusticamente le pareti perimetrali e quelle divisorie della propria abitazione tramite dei pannelli fonoassorbenti o del materiale insonorizzante. Se poi tali pannelli o materiali svolgono anche la funzione di isolante termico (è il caso della fibra di cellulosa), il vantaggio è duplice: una casa più calda e più silenziosa.

Oltre che per la coibentazione termica, la cellulosa viene infatti usata anche per la coibentazione acustica: la fibra viene spruzzata direttamente sulla superficie delle pareti e del soffitto. È possibile riempire con materiali fonoassorbenti anche le intercapedini dei muri tramite una tecnica chiamata insufflaggio. In questo modo si riducono allo stesso tempo il rumore proveniente dall’esterno e il rimbombo dell’eco interno alle stanze. Si può anche isolare i pavimenti e i soffitti in modo tale da eliminare il rumore dei vicini se si abita in un appartamento.

L’insonorizzazione acustica è quindi molto importante perché è uno di fattori che va a determinare lo standard qualitativo di un edificio e il benessere di chi ci abita.

Il silenzio è d’oro

Il silenzio fa bene alla salute, in particolare al cervello. Uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista scientifica Brain ha dimostrato che circa due ore di silenzio al giorno aiutano a sviluppare nuove cellule nell’ippocampo, l’area del cervello associata all’apprendimento e alla memoria.
In un certo senso, siamo più intelligenti  e ricordiamo meglio le cose quando siamo immersi nella quiete.

Ma non è finita qui. Quando siamo in un ambiente silenzioso, il livello di cortisolo (altrimenti conosciuto come “l’ormone dello stress”) nel sangue scende rendendoci in grado di valutare meglio le informazioni con cui entriamo in contatto.

Inoltre, se siamo in una stanza silenziosa siamo più predisposti all’autoriflessione. Ecco spiegato il perché moltissime pratiche di meditazione richiedono uno spazio pulito, essenziale e calmo, in completa assenza di rumori e vibrazioni acustiche.

In conclusione, stare in silenzio ci fa pensare meglio, diminuisce i livelli di stress e comporta tantissimi benefici per la salute psico-fisica.