Isolamento termico: a cappotto o insufflaggio?

01/12/2020

Quando si ha a che fare con l’isolamento termico interno delle pareti, del sottotetto e del tetto esistono principalmente due metodi di realizzazione: l’isolamento a cappotto e l’insufflaggio.

Se vi state chiedendo quale sia il migliore o il più conveniente, la risposta è semplice: dipende.
Entrambi hanno pregi e difetti. L’importante è saper bilanciare i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna tecnica e trovare quella che più si adatta alla vostra situazione. Infatti, ogni abitazione necessita un approccio di lavoro diverso e non esiste un metodo universale.

 

Che cos’è l’isolamento termico a cappotto?

È una tecnica di coibentazione (procedimento di isolamento di due superfici con diverse condizioni ambientali). Può essere termica e acustica e interessa i muri, tipicamente esterni, di una residenza.
In parole povere, si applicano alle pareti dei pannelli composti da materiali termo isolanti come il cartongesso, la lana di roccia o le schiume minerali.

È un’operazione che deve interessare preferibilmente le pareti esterne perché, in questo modo, è possibile realizzare una migliore coibentazione e e non si vanno a ridurre gli spazi interni.

Ecco i principali vantaggi e svantaggi dell’isolamento a cappotto termico.

Vantaggi 

  • si raggiungono degli ottimi standard acustici e termici
  • si riducono i cosiddetti ponti termici

Svantaggi 

  • costi elevati di realizzazione se i lavori devono interessare un edificio già ultimato
  • se realizzato internamente, l’isolamento termico a cappotto è un intervento abbastanza invasivo perché toglie un po’ di spazio alla casa
  • se abitate in un condominio, ci vuole il permesso di realizzazione perchè coinvolge l’intera superficie da coibentare
  • se non si scelgono dei materiali isolanti sufficientemente traspiranti, si possono creare delle condense interne

Che cos’è l’insufflaggio? 

È l’isolamento delle intercapedini perimetrali tramite l’iniezione al loro interno di materiali isolanti ad alta efficienza termica.

Un ottimo materiale è la fibra di cellulosa perché è in grado di ridurre molto bene la dispersione del calore comportando un notevole risparmio energetico. Inoltre è un materiale riciclato e riciclabile, totalmente ignifugo e inattaccabile dalle muffe e dai batteri.

Vantaggi

  • è in grado di soddisfare degli alti standard termici e acustici
  • l’insufflaggio può essere realizzato sia all’interno che all’esterno dell’abitazione
  • se viene eseguito all’interno dell’ambiente domestico, l’insufflaggio non ruba spazio ulteriore ma rispetta quello già esistente
  • il costo dell’insufflaggio è più contenuto rispetto all’isolamento a cappotto
  • è la tecnica perfetta se si ha a che fare con le intercapedini perché permette di riempire in modo uniforme e completo qualsiasi spazio vuoto
  • essendo un’operazione abbastanza veloce, in genere si realizza in una sola giornata lavorativa. Non c’è quindi bisogno di abbandonare l’abitazione o la stanza in questione a causa dei lavori di insufflaggio

Svantaggi

  • l’insufflaggio può lasciare la possibilità che permangano dei ponti termici non corretti. Tuttavia, esistono altre tecniche che consentono di risolvere il problema con dei trattamenti specifici

Insomma, quale scegliere? Insufflaggio o cappotto?

In sintesi, ecco le differenze tra queste due tecniche di isolamento termico.

L’isolamento a cappotto permette di ridurre i ponti termici in modo efficace ma costa di più, comporta lunghi tempi di lavoro e, se viene fatto all’interno dell’abitazione, toglie spazio alla casa. Inoltre, se i materiali non sono molto traspiranti, si possono creare delle condense.

L’insufflaggio si realizza facilmente e velocemente, costa poco, non ruba spazio alla casa e non si pone il problema della traspirazione dei muri. L’unico punto a sfavore di questa tecnica è che se non viene eseguita perfettamente si possono creare dei ponti termici. Ecco perché è importante affidarsi a una ditta specializzata in insufflaggio per avere il miglior risultato e il massimo comfort domestico.

Le intercapedini e i ponti termici 

Questi sono due concetti chiave per capire e scegliere la tecnica di isolamento termico che fa per voi.

Le intercapedini sono gli spazi vuoti all’interno dei muri, realizzati per scopi tecnici e strutturali. Sono indispensabili per la costruzione di una struttura edile ma le correnti d’aria al loro interno causano delle importanti dispersioni termiche.

I ponti termici, invece, sono i punti freddi della casa. Sono quelle zone locali dell’involucro termico dell’abitazione in cui si verifica una discontinuità del flusso di calore tra interno ed esterno. Per intenderci, i ponti termici di solito si trovano vicino ai balconi, alle finestre e i davanzali. Il problema è che queste zone causano una dispersione termica degli interni e facilitano il processo di formazione della muffa. Infatti, l’umidità esterna condensa per il cambio di temperatura provocando così le condizioni adatte al proliferare dei batteri e delle spore.

Per risolvere l’inconveniente delle intercapedini e dei ponti termici è fondamentali affidarsi all’isolamento termico che vi permetterà di avere un microclima domestico più stabile ovvero una casa più calda in inverno e più fresca d’estate.